Forse non tutti sanno che per seguire le pratiche relative all’efficientamento e per il Superbonus vengono coinvolte tante e diverse professionalità.

Non solo quelle tecniche, legate alle pratiche edilizie, ma in questo caso anche di tipo fiscale.

Ma, parlando solo di quelle tecniche, alla fine quanti professionisti servono per una pratica di Superbonus 110%?

Intanto dipende dal tipo di lavori che si devono eseguire (se ecobonus o sismabonus o entrambi), dal tipo di cantiere, dal numero di imprese, dalla presenza di vincoli normativi.

Quindi, in linea generale, potemmo dire che non c’è un numero prefissato e ogni caso deve essere valutato singolarmente.

In teoria, poi, potrebbero anche bastarne pochi se dotati delle abilitazioni e di competenze necessarie: potrebbero seguire tutti i lavori, dal progetto (architettonico, termotecnico e strutturale), alle asseverazioni, alla direzione dei lavori, all’accatastamento finale.

Un unico professionista? In teoria potrebbe anche essere. Sicuramente per il Committente ci sarà facilità a relazionarsi per monitorare l’andamento del cantiere e discutere eventuali problematiche. Rimane però tutto il carico progettuale e gli altri compiti, sempre molto complessi, per cui un solo professionista non strutturato sarebbe in grande difficoltà.

In pratica, quindi, il numero di professionisti tecnici che intervengono nelle pratiche, soprattutto se complesse come quelle legate ai bonus fiscali, è molto maggiore.

In alcuni casi se ne potrebbero contare una decina, tra ingegneri, architetti, periti, geometri, suddivisi per specializzazione:

·        Progettazione architettonica

·        Variazioni catastali

·        Progettazione strutturale (sismabonus)

·        Progettazione termotecnica (ecobonus)

·        Progettazione impianto elettrico

·        Coordinamento della sicurezza in fase di progettazione

·        Coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione

·        Direzione dei lavori generale

·        Direzione dei lavori strutturali

·        Collaudo statico

·        Pratica antincendio ove necessaria

Quella di separare i compiti in base alla specializzazione è una prassi che, da un certo punto di vista, offre più garanzie al Committente che, così facendo, si circonda di una squadra di soggetti esperti nelle specifiche materie.

Potremmo pensare ad un’orchestra con tutti i suoi componenti. Ma serve allora che qualcuno coordini tutte queste professionalità per garantire il raggiungimento dell’obiettivo.

Nei cantieri pubblici questa figura è ben individuata ma in ambito privato non c’è alcun obbligo e questo comporta un rischio per il non corretto funzionamento delle attività.

In ambito privato, infatti, i problemi nascono più frequentemente proprio dalla mancanza di coordinamento tra gli operatori. Almeno questo ci è capitato di riscontrare in alcuni cantieri.

Può capitare infatti che un professionista faccia benissimo la sua attività ma, non coordinandosi o comunicando a sufficienza con gli altri, determini empasse progettuali o sovrapposizioni o problemi che non riesce a risolvere o attese per l’intervento di altri.

Di casistiche ce ne potrebbero essere svariate.

Frequenti quelle legate ai computi metrici, soprattutto per il Superbonus, in cui occorre asseverare preventivamente gli importi.

Il caso del ponteggio utilizzato per i lavori è uno di quelli che è capitato di vedere.

Ristrutturazione di un Condominio con lavori antisismici esterni (es. rinforzo dei balconi e il rifacimento del cornicione) e  cappotto termico in facciata (ecobonus).

Il tecnico strutturista inserirà, tra le spese ammesse al beneficio fiscale di sua competenza, anche il ponteggio, necessario per svolgere le opere previste. Ma, se non coordinato con i lavori che deve fare lo strutturista, la stessa cosa farà anche il termotecnico, poiché senza ponteggio non può installare il cappotto.

In assenza di una figura che si occupi del coordinamento delle varie attività progettuali in accordo con il Committente, potrebbe prodursi una duplicazione della spese perché il ponteggio rischia erroneamente di essere portato in detrazione due volte (con il Sismabonus e con l’Ecobonus).

Per queste tipologie di interventi, a maggior ragione se fatte su immobili o costruzioni più importanti, il Coordinatore è una garanzia per il Committente.

Nei cantieri privati non è una figura obbligatoria, ma è fondamentale soprattutto  se ci sono di mezzo i bonus fiscali.

Il coordinatore del progetto, che deve possedere competenze specifiche e trasversali, avrà infatti il compito di supervisionare il lavoro svolto da tutti i soggetti coinvolti e risponderà di questa sua funzione al committente.

Chiaramente i compiti (e i compensi) del coordinatore dovranno essere dettagliati in un apposito disciplinare d’incarico.