In uno scenario che ancora si fa più cupo per la cessione dei crediti e non semplifica una situazione sempre più critica, l’Agenzia delle Entrate pubblica la nuova Guida per l’utilizzo della piattaforma per la cessione dei crediti fiscali.

Vengono così prese in considerazione le ultime novità normative anche se, la guida non può ancora tenere conto degli ultimissimi sviluppi relativi alla quarta cessione dei crediti di imposta derivanti da bonus edilizi, cessione da parte delle banche a favore di propri correntisti. Novità prevista nella conversione del DL 17/2022 ma non definitiva nelle caratteristiche sino al momento in cui sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

La piattaforma per la cessione è accessibile dall’Area Riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Questo è il canale utilizzato dai soggetti titolari di crediti d’imposta cedibili con cui comunicano all’Agenzia l’eventuale cessione dei crediti a soggetti terzi.

La guida (i cui riferimenti si trovano in calce) specifica che i crediti vengono raggruppati in base alle regole di cedibilità, quindi sono suddivisi tra crediti cedibili a chiunque (e poi eventualmente solo a soggetti “qualificati”, qualora sia consentito) e crediti cedibili solo a soggetti “qualificati”.

Il sistema è in grado di riconoscere, mediante identificazione del codice fiscale, i cosiddetti “soggetti qualificati”, per i quali sono possibili ulteriori cessioni nei limiti fissati dalla legge, incrociando i dati con gli elenchi pubblicati negli albi consultabili sui siti internet della Banca d’Italia e dell’Ivass.

In caso di tentativo di cessione dei crediti cedibili solo a soggetti “qualificati”, la piattaforma, infatti, verifica l’esistenza del codice fiscale e la sua natura di soggetto qualificato e rifiuta i trasferimenti non ammessi.

La guida ribadisce che l’accettazione e il rifiuto della cessione non possono essere parziali e che essi «sono irreversibili, salvo casi particolari che saranno disciplinati dall’Agenzia con apposite istruzioni, per consentire di revocare la scelta».

Ad oggi questi “casi particolari” non sono ancora stati disciplinati. Ancora peggio, a distanza ormai di anni dall’avvio delle procedure, non si conoscono le modalità con le quali il cedente che si accorge di aver commesso un errore in sede di comunicazione di opzione può annullare la cessione, o riversare lo stesso credito dopo che il cessionario ha accettato il trasferimento del bonus.

Va anche detto che l’intento di aggiornare le istruzioni ed il portale è alquanto difficile tenuto conto delle continue modifiche normative, dei relativi tempi tecnici e dei chiarimenti e procedure che vari Enti emanano per risolvere dubbi e problemi.

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