In vista della fine dell’anno, si torna a parlare delle cessioni del credito per lavori di Superbonus 110%.

Attività svolte in Superbonus 110: se durante il 2021 sono stati effettuati anticipi ma non è stato raggiunto un Sal per almeno il 30% dei lavori (ed a patto che venga attestato che gli stessi non siano terminati), non si potrà purtroppo procedere alla cessione del credito ma solo alla richiesta di detrazione d’imposta diretta in dichiarazione dei redditi.

Per poter infatti optare per la cessione del credito occorre che:

le spese, per lo sconto parziale o la cessione, siano già state pagate;

i lavori stabiliti dal Sal siano già effettuati ed asseverati per almeno per il 30% dell’intervento complessivo, con visto di conformità e congruità. L’asseverazione per ecobonus, fotovoltaico, accumulo, colonnine, ecc. deve essere stata inviata telematicamente all’Enea. Caso a sé state è rappresentato poi dal Sismabonus, per cui viene consigliato di protocollare prudenzialmente l’asseverazione al Sue dato che poi la ricevuta di trasmissione verrà comunque richiesta per il rilascio del visto di conformità.

Secondo gli orientamenti dell’Agenzia delle Entrate, entrambi i requisiti indicati devono essere rispettati nello stesso anno di imposta, per poter procedere alla cessione del credito a terzi.

Se non sono rispettati entrambi, invece, il contribuente potrà solo recuperare gli importi asseverati in dichiarazione dei redditi con il rischio però di essere incapiente. Rimane poi ancora il dubbio se, a lavori terminati  successivamente e Sal completato (anno seguente) sia ancora possibile cedere il credito a terzi per le rate residue.

In alternativa alla cessione immediata del credito, consentita con il pagamento (principio di cassa), si potrebbe anche scegliere di aspettare la fine lavori e l’invio delle dichiarazioni all’Enea prima di procedere alla richiesta della detrazione. In questi casi però sorgono numerosi dubbi sia per quanto pagato in anticipo nel 2021 che per i periodi successivi: in quanti anni potranno essere pagati gli acconti sostenuti nel 2021 rispetto ai secondi? A questi dubbi non ci sono purtroppo ancora risposte certe.