IMMOBILI CON VINCOLI PAESAGGISTICI E/O CULTURALI: COME AGIRE PER IL SUPERBONUS?

Il Decreto Semplificazioni n. 77/2021 ha facilitato l’accessibilità al Superbonus grazie alla Cilas.

Esistono però due importanti eccezioni: gli interventi di demolizione e ricostruzione integrale per i quali è sempre necessaria al Scia e gli immobili assoggettati a vincolo in base al Dlgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) per i quali è necessario acquisire l’assenso dell’Ente competente alla gestione del vincolo (Circ. Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici 11/08/2021).

Occorre distinguere però ancora tra vincoli su beni culturali e vincoli su beni paesaggistici: i primi riguardano specifici immobili oggetto di notifica ministeriale, mentre i beni paesaggistici possono essere sia dei beni immobili (non oggetto di specifica notifica ma ricadenti in zone vincolate) sia aree.

Per i beni culturali ogni intervento viene considerato alla stregua di un “restauro” e deve essere sempre autorizzato dalla Sopraintendenza.

Per i beni paesaggistici, è possibile intervenire anche attraverso la demolizione e ricostruzione, classificabili come “ristrutturazione edilizia” che può così includere anche modifiche alla sagoma, al sedime, ai prospetti ed al volume preesistenti.

Diversi sono i beni paesaggistici (immobili ed aree indicati all’art. 136 del Codice 42/2004) tra i quali i centri storici, le zone panoramiche, aree vincolate come “Galassini” e le fasce di rispetto marine e fluviali.

Su tali beni si può intervenire ma serve l’autorizzazione della Regione o del Comune delegato previo parere della Sopraintendenza.

Quindi per l’intervento in Superbonus la sola Cilas non è sufficiente e deve accompagnarsi all’ok della Sopraintendenza o della Regione nonché essere compatibili con il piano urbanistico.

Allora, se l’intervento deve avvenire in aree vincolate (beni paesaggistici) è ammessa una maggiore “elasticità” rispetto a quello relativo ad un bene culturale visto che, quest’ultimo è agevolabile in Superbonus solo se rientra in un “restauro”.

In presenza di un intervento su di un edificio culturalmente non vincolato ma ricadente in un centro storico (circostanza che assoggetta l’intervento al regime dei beni di valore paesaggistico) si rientrerà così negli interventi di carattere urbanistico e sottoposto al solo parere dell’Amministrazione dei beni paesaggistici.